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Come se ne parla in ogni corso di formazione sulla sostenibilità?

Digitando su Google la parola “sostenibilità” otterrete +21mio di risultati. 

Il dizionario di Oxford la definisce semplicisticamente come “la proprietà di essere sostenibili dal punto di vista ambientale; il grado in cui un processo o un’impresa può essere mantenuto o continuato evitando l’esaurimento a lungo termine delle risorse naturali.”

Sembra che l’unico approccio riconosciuto sia esclusivamente ambientale.

Infatti per molte persone e per troppe aziende, le conversazioni sulla sostenibilità sono focalizzate sulla tutela delle risorse ambientali, sul come affrontare il cambiamento climatico e, per non farsi mancare nulla, sul ”salvare il pianeta”. Come se il pianeta avesse bisogno dell’uomo per sopravvivere e non il contrario.

Questa narrazione ignora il fatto che gli esseri umani sono inseparabili dall’ambiente e che la necessità di essere sostenibili è nata il giorno stesso in cui è iniziata la prima rivoluzione industriale.

La differenziata, il risparmio idrico, la riduzione della plastica, le rinnovabili (ecc.) sono tutti aspetti importanti e profondamente necessari della sostenibilità, ma non sono tutta la storia. Ne rappresentano solo una parte e non la più grande.

E se ci fermiamo un momento a riflettere possiamo facilmente comprendere quali siano “i pericoli di una storia unica”.

In questo TED talk la scrittrice Chimamanda Adichie ci spiega come le nostre vite, le nostre culture, sono composte di molte storie che si intrecciano. Ci racconta la storia di come ha trovato la sua autentica voce culturale – e mette in guardia su come, sentendo una storia unica su un’altra persona o su un’altro paese, rischiamo di cadere in gravi malintesi.

La sostenibilità è un argomento complesso e olistico con molte cose da capire, scomporre e ricollegare. È qualcosa di complesso che nel tempo è stato trasformato in complicato.

Complesso è un miscuglio, un insieme di cose che possono essere anche molto semplici, ma che insieme generano qualcosa di nuovo e completamente diverso, da cui a volte non sai cosa aspettarti. Complicato è qualcosa di macchinoso e che non possiede nessuna logica interna.

La sostenibilità non è solo tecnologia, è prima di tutto cultura, storia, antropologia, è umanesimo, un’urgenza che il procrastinare senza uno scopo ha reso un’emergenza:

  • per comprendere in cosa ci siamo cacciati dobbiamo ripercorrere i fatti che dalla rivoluzione industriale hanno portato all’economia circolare.
  • dobbiamo accettare che tutti e tutto formano una rete di interconnessioni complesse e che il pensiero sistemico ci aiuta a non renderle complicate. 
  • il design della sostenibilità – good design – è il cuore pulsante dell’economia circolare, quindi sappiamo cosa fare per produrre meglio.
  • l’ostacolo più grande sono i modelli di apprendimento dell’uomo e gli archetipi di comportamento delle organizzazioni, ignorarli porta al fallimento.
  • ll marketing – o greenmarketing – ha generato il greenwashing, da cui si può imparare tanto.
  • serve uno scopo, serve una visione e gli attivisti ci posso insegnare come fare.

Serve una diversa narrazione della sostenibilità, serve un’ispirazione che faccia nascere un’aspirazione: è questo che ti propongo con il corso di formazione sulla sostenibilità Story Design for Sustainability.