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L’anno in corso ha evidenziato quelle che probabilmente saranno le sfide alla leadership che continueranno negli anni a venire e che avranno un impatto diffuso sull’economia, l’ambiente e la società.

Dalle pandemie ai disastri ambientali fino alle tensioni sociali, è chiaro che abbiamo bisogno di risolutori di problemi che possano trascendere la verticalità: chiamiamo queste persone leader della sostenibilità, leader aziendali responsabili che agiscono nell’interesse della società.

Una ricerca del World Economic Forum ha evidenziato che una mentalità sostenibile da sola non è sufficiente: deve essere abbinata ad un set di competenze apprese e continuamente aggiornate, capaci di generare leadership.

In particolare sono quattro gli attivatori di leadership che possono guidare la trasformazione all’interno e all’esterno dell’organizzazione.

Pensiero sistemico

I leader della sostenibilità vanno oltre grazie ad una profonda comprensione del proprio sistema organizzativo e delle interazione con i sistemi aziendali, sociali e ambientali che lo circondano.

Inclusione

I leader della sostenibilità non gestiscono gli stakeholder, li includono. Affrontano una vasta gamma opinioni al fine di guidare il processo decisionale nell’attuazione delle decisioni e nella condivisione dei benefici.

Innovazione

La trasformazione può essere facile da ipotizzare ma difficile da realizzare. I leader della sostenibilità hanno il coraggio di sfidare la quotidianità con la volontà di rivoluzionare la loro attività e il loro settore domandandosi quotidianamente come poter agire diversamente.

Attivazione

I leader della sostenibilità hanno semplicemente uno sguardo a lungo termine e fissano obiettivi coraggiosi guidando il team con la narrazione delle azioni necessarie per superarli. 

Sebbene tutti i leader della sostenibilità dimostrino queste capacità, non tutti le hanno sviluppate nello stesso modo o allo stesso tempo.

In effetti, la ricerca mostra che ci sono tre tipi fondamentali di leader della sostenibilità:

The Born Believers: il 45% dei leader della sostenibilità ha dichiarato di avere una passione per l’ambiente o per le questioni sociali sin dalla tenera età.

I Convinti: il 43% ha descritto una maggiore comprensione dell’importanza strategica della sostenibilità man mano che cresceva nella propria carriera.

Gli insonni: solo il 13% ha descritto un momento cruciale di epifania, sollecitato da qualche evento o esperienza importante.

Ci sono prove evidenti che l’esperienza lavorativa contribuisce a far diventare qualcuno più di altri un leader della sostenibilità e questo ci dice due cose molto importanti: in primo luogo ci sono probabilmente futuri leader della sostenibilità nelle organizzazioni più di quanto si potrebbe pensare e, in secondo luogo, c’è l’opportunità di far crescere leader della sostenibilità tra le persone ora classificabili “Convinti” e “Insonni”.

Come possiamo stimolare questo cambiamento?

Sostenendo la formazione verso il cambiamento per i dipendenti che desiderano investire il proprio tempo nello sviluppo di nuove competenze, che possono avere costi di avvio ma che alla fine si tradurranno in benefici a lungo termine. Formazione capace di sviluppare il mindset dell’Evangelista nei membri del team.