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Uno dei propositi più comuni che si fanno all’inizio dell’anno – ma spesso anche nel week end, per partire il lunedì – è perdere chili. 2, 5, 10, 20, non importa. È l’obiettivo che si intende raggiungere, magari per una certa data (se non ci diamo un tempo è più difficile perché ci sentiamo autorizzati a rimandare). Supponiamo che il mio sia perdere 8 chili in 6 mesi.

OBIETTIVO: PERDERE 8 CHILI

Ora devo decidere come.
8 chili sono un obiettivo abbastanza impegnativo, non mi basterà rinunciare a qualche aperitivo ed eliminare i dolci. Decido perciò di rivolgermi a un nutrizionista. Questa sarà la mia strategia.

STRATEGIA: RIVOLGERSI A UN NUTRIZIONISTA

Il nutrizionista mi darà una serie di indicazioni: eliminare alcuni alimenti, ridurre l’assunzione di altri, agire sulle quantità, fare esercizio fisico e così via. Tutte queste cose sono le azioni che dovrò intraprendere per raggiungere il mio obiettivo.

AZIONI: LE COSE CHE IL NUTRIZIONISTA MI HA DETTO DI FARE

Quando tengo i miei corsi di strategia digitale la cosa più difficile è sempre trasmettere la differenza tra queste tre cose: obiettivi, strategia, azioni. Eppure sembra così scontata.
Insegnando ho imparato che non lo è affatto. Nel momento in cui iniziamo a lavorare su un brand, di colpo il “cosa” ottenere si confonde con il “come”, per motivi spesso molto comprensibili. Per esempio, perché alcuni contenuti sono talmente tanto nelle corde del brand (o in quelle di chi lo deve comunicare) che la priorità diventa usarli, comunque, a prescindere dall’obiettivo. Sono le situazioni in cui si parte dichiarando “fare un video in cui [succedono delle cose]”.

Oppure perché sono proprio gli obiettivi del brand a non essere chiari: a chi deve comunicarlo, ma anche al brand stesso. In questo caso, la situazione è un po’ più complessa, perché bisogna fare un passo indietro e (tornare a) studiare meglio il brand e il suo business, in modo da capire che cosa può realisticamente fare la comunicazione.

“Ma come, gli obiettivi possono non essere chiari?”

Succede, che gli obiettivi non siano chiari.

Riprendiamo l’esempio della perdita di peso. Supponiamo che una mattina, infilando i miei jeans preferiti, io mi renda conto che mi vanno stretti, troppo. Quale sarà il mio obiettivo? “Perdere peso” o “rientrare nei miei jeans preferiti”? Non è la stessa cosa.

“Rientrare nei miei jeans preferiti” è molto più preciso di “perdere peso” e, pur essendo meno ampio, mi lascia comunque una certa libertà di scegliere tra diverse strategie. Posso decidere per esempio di allargare i jeans – non è facile, ma con un po’ di creatività e di manualità si può fare. Posso adottare un underwear aggressivo (leggi panciera o simili) per continuare a poterli chiudere. Eccetera.

Se invece l’obiettivo è quello di perdere peso, è evidente che mettermi una panciera non mi aiuterà. Dovrò adottare una strategia del tipo “modificare le mie abitudini alimentari”, che poi si articolerà in una serie di comportamenti. Uno dei quali potrebbe essere, per esempio, appendere i jeans al frigo, perché mi facciano da memento ogni volta che mi avvicino. Ma è un’azione all’interno della strategia.

Quindi, obiettivi diversi richiedono strategie diverse. Che potranno essere implementate attraverso azioni diverse. È chiaro che l’azione svolta in base a una strategia non funziona per l’altra, vero? Che se mi metto la panciera magari potrò entrare per qualche ora nei miei jeans ma non servirà per perdere peso, perché quello che indosso non influisce sulle mie abitudini alimentari?

Non tutti gli obiettivi sono uguali

Gli obiettivi di cui si parla nelle mie lezioni sono obiettivi di comunicazione, non di business. E quindi è fondamentale capire la differenza: per esempio, un obiettivo di comunicazione, generalmente, non può essere quello di “vendere di più”, che invece è è un obiettivo di business. Quello che possiamo fare, però, è “portare le persone in negozio/su un sito” dove qualcun altro si preoccuperà di vendere.

Questa distinzione è importantissima perché ci dà un territorio all’interno del quale lavorare. Gli obiettivi di comunicazione concorrono sempre al raggiungimento di quelli di business e/o di marketing, ma non possono sostituirsi a essi. È il motivo per cui, prima di iniziare a lavorare sulla strategia di comunicazione, è sempre fondamentale fare un punto sul brand e su quello che vuole ottenere, anche in termini di business. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Buon lavoro!